CHIESA DELLA PURITÀ

L’attuale casa di culto della parrocchia Madonna della Purità, S. Pio e San Leone è stata chiesa patronale fino il 5 luglio 1970 quando essa fu donata alla Curia Arcivescovile.
L’edificio è a navata unica e a croce latina: ha la volta a botte, tre cappelle per lato e l’abside.
L’ingresso è posto sotto un arco che serviva come passaggio dal palazzo al coro della chiesa.
I suoi fondatori furono il principe di Montesarchio, Andrea D’Avalos e sua moglie Anna de Guevara; costoro, a proprie spese, provvidero ad erigere tale nuova chiesa da loro dedicata alla Madre della Purità. La prima pietra fu benedetta dall’arcivescovo di Benevento, mons. Giovanni Battista Foppa nel 1654. La costruzione durò 29 anni e fu portata a termine nel 1683. Dopo quattro anni, il 4 ottobre 1687, fu consacrata solennemente dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, da un anno arcivescovo di Benevento.
Vi è anche un ingresso laterale che consente l’accesso sulla sinistra del¬l’altare maggiore.
La chiesa si caratterizza per le tele che nel 1681; infatti, l’allora Principessa di Montesarchio, Anna Guevara, pattuì con Oronzo Malinconico il prezzo di ducati 90 per “sei pezzi de Quadri che costui avrebbe dovuto fare per la Chiesa Nuova di Montesarchio. Tali opere dovevano consistere in un Quadro con l‘effigie del SS. Cristo, la Madonna, S. Giovanni e S. Maria Maddalena: un altro con l’immagine della Madre SS. S. Anna, Nostro Signore e S. Giuseppe; un terzo con S. Lucia e S. Agata, S. Barbara et S. Apollonia; il quarto avesse a soggetto S. Rocco e S. Liborio; il quinto riproducente S. Gaetano e S. Andrea da Avellino; il sesto ed ultimo che rappresentasse S. Ignazio e S. Francesco Saverio “.
Oronzo Malinconico (1661-1709), era figlio di Nicola e di Antonia Popoli godeva di ottima reputazione artistica, tanto che la principessa di Montesarchio, Anna Guevara, gli commissionò nel l681, cioè quando Oronzo aveva solo venti anni, le sei tele che dovevano ornare la nuova chiesa.
Un quadro della Purità ornava tale omonima chiesa. Esso era un olio su tela. 122 x 122 cm. inizialmente era sull’altare maggiore; nel 1791 viene innalzato sulla cantoria e dopo il 1968 a lato sinistro dell’altare maggiore nel transetto. Il 12 marzo 1996 fu trafugato ed in suo ricordo attualmente vi è l’opera in rame a sbalzo del Maestro Pasquale Ianniello.
Il primo documento che permette di conoscere l’origine della chiesa è una lapide scritta in latino e si trova ancora oggi murata, a sinistra del visitatore rivolto all’altare maggiore in cui si legge:
Per l’intemerata Madre della Purità //Era necessario un nuovissimo Tempio //Per quanto l’arte poté splendido // Lo costruirono // Andrea D’Avalos e Anna de Guevara // Principi.// Posta la prima pietra dalla felice memoria di Giovanni Battista // Arcivescovo Foppa nell’ anno 1654 // E terminato il tempio nell’anno 1683// Con la benedizione di Dio // Con sacre cerimonie purificò // Frà Vincenzo Maria dell’Ordine dei Predicatori // Per divina misericordia del titolo di S. Sisto della Santa Romana Chiesa Presbitero Cardinale // Orsini // Della Chiesa Beneventana Arcivescovo // Il quale con rito solenne lo consacrò // Il 4 ottobre 1687,// E a tutti i fedeli cristiani che qui si recano ogni anno // Per pregare il 31 agosto, giorno in cui fu trasferita la festa //Cento giorni di indulgenza
Sull’altare maggiore troneggia la statua della Pietà ed a devozione della prof.ssa Maria Teresa Rossi, fu cambiato il tronetto ligneo di tale altare, prelevato dalla chiesa di Santo Spirito, con un altro di marmo.
Nella chiesa della Purità sono: la tela della Madonna di Pompei (opera di Fryda Ciletti del 1947); la tela del Sacro cuore di Gesù opera di D. Servodio del 1970; la tela raffigurante S. Giovanni Paolo II di C. Compare del 2011; la tela col volto di S. Rita di C. Compare; la statuetta in gesso del Cuore di Gesù; la statuetta in gesso di Sant’Anna con Maria Bambina; la statua di cartapesta di S. Gabriele; la statua di S. Francesco Saverio; la statua di S. Antonio in gesso; la statuetta di cartapesta di Sant’Agnese; la statua Immacolata in cartapesta; il 3 Ottobre 1998 vi fu posta statua di San Padre Pio da Pietrelcina; il volto marmoreo di S. Leone. L’edificio è impreziosito da un pulpito finemente intagliato
Terminati i lavori di restauro, il 5 luglio 1970, eseguiti dall’artista Domenico Servodio, l’arcivescovo di Benevento mons. Raffaele Calabria con solenne rito benedisse la chiesa e la riaprì al culto.

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