Chiese

 

 

ABBAZIA SAN NICOLA
Sulla sommità del “Latovetere” si erge la chiesa Abbaziale di San Nicola, Santo Patrono di Montesarchio col suo campanile. Fu chiesa Arcipretale fino al 30 giugno 1762 quando assunse il titolo di Abbazia.
La chiesa, originariamente a navata unica con annesso campanile di fondazione medioevale, nel XVII secolo assunse l’aspetto attuale, come risulta dalle date 1613 e 1615 riportate sulle architrave delle porta di ingresso, anch’essa di origine medioevale. Nel 1712 era ancora a navata unica.
Nell’originaria prima navata, dietro l’altare maggiore, trovasi il dipinto “La deposizione di Cristo” risalente al XVI secolo attribuito a Giovan Bernardo Lama, esponente della pittura “devoziale”. Nell’icona Cristo è deposto dalla Croce, sorretto da tre uomini. In basso la vergine, svenuta, è affiancata dalle Pie donne, la Maddalena è alla estrema sinistra S. Giovanni all’estrema destra.
Sul pilastro della navata di sinistra è conservato il monumento funebre dell’Arciprete M. Venerillo, formato da una lastra rettangolare scolpita a bassorilievo raffigurante il busto di un vescovo con relativo stemma tra due teste di angeli di profilo. Alla base è scolpito “L’Arciprete D. Venerillo morì nell’anno 1527”.
La navata di sinistra sul muro ha un dipinto a tempera raffigurante il “Battesimo di Cristo” risalente al XIX secolo, di ignoto autore. In esso S. Giovanni versa l’acqua sul capo di Cristo in presenza dello Spirito Santo, raffigurato dalla classico colomba.
L’altare esistente in tale navata è dedicato a San Nicola raffigurato nella lignea scultura.
La chiesa fu consacrata a S. Nicola il 18 Agosto 1684.
Angelo Nicola Tinessa

SANTUARIO SS. TRINITA’

Questa chiesa, documentata già nel 1400, oggi è in stile neogotico; l’esterno risale al secolo scorso è stata elevata a “Santuario” il 29 Agosto 2004.

L’interno è costituito da una navata unica, con abside e soffitto a cassettoni, sul quale è dipinto l’immagine di Dio e di Cristo su di una nuvola, con sotto angeli. E’ dotata di numerose finestre, alcune  abbellite con mosaici su vetro.

Ai lati della navata centrale,  sono due cappelle.

Quella a destra entrando, è la cappella della SS. Trinità, ove, sopra l’altare troneggia la omonima statua lignea scolpita nel 1776; di fronte è la cappella di S. Vincenzo Ferreri la cui statua in carta pesta risale al XIX secolo; è il patrono dei muratori ed, in passato, il 5 aprile celebravano una messa in suo onore.  La vicina  lapide ricorda la consacrazione della chiesa effettuata dal Cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento il 19 Agosto 1694 .

Dietro l’altare maggiore, in marmi policromi e stile neogotico, fa bella mostra di sé il quadro “Madonna con Bambino e i Santi” dipinto sul finire del XVII  secolo da Giuseppe Castellano (nato ante 1660 e deceduto il 13.01.1725). Nella parte superiore è raffigurata la Madonna con Bambino ed Angeli, nella parte inferiore in piedi a sinistra è S. Nicola di Bari ed in ginocchio a destra S. Filippo Neri.

Degno di menzione il cinquecentesco fonte battesimale, posto alla parete destra entrando, in una nicchia. Esso è composto da una base circolare, una colonnina con capitello, una vasca circolare sbaccellata, con la base di dieci lati.

Angelo Nicola Tinessa

CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA

La chiesa della  SS.ma Annunziata,  iniziò ad essere edificata nel 1614 su istanza di D. Ottavio Supino, suo primo parroco, e fu benedetta da P. Ottavio Beltrano nel   1622.

Poco dopo sulla venne eretta una costruzione più bassa, divisa in tre parti, nelle prime due vi era al piano terra la cappella della confraternita di S. Giacomo, al primo piano la cappella della congrega di S. Giacomo, sul tetto erano due campane.

Nel 1700 fu edificata la cappella a destra, detta della buona morte, consacrata il  giorno 8 Maggio 1710,  sotto il cui pavimento vi è tuttora il luogo ove venivano posti i defunti.

La chiesa, quattro altari a destra e tre a sinistra, sotto la volta a cupola ha il quadro dell’Annunciazione, olio su tela datato sec. XVII, regalato dalla famiglia D’Avalos.

Dietro all’altare maggiore trovasi altro olio su tela m. 2,80 x m. 2,60 opera di Giuseppe Castellano, datato 1702, denominato “Annunciazione e Santi :  Giovanni Battista con in una mano la croce recante la frase “Ecce Agnus Dei”  e nell’altra un agnello, San  Domenico,  Filippo Neri, e Severino.

La chiesa ha un organo a canne; sul  terzo altare a sinistra vi è  il dipinto con al centro un ovale al cui interno in una cornice dorata è l’immagine della Madonna di Pompei; ai lati di tale ovale sono le raffigurazioni dei quindici misteri del Rosario. Esso, datato 1950, è  attribuito a Nicola Ciletti. Di fronte, quarto altare a destra vi è altro olio su tela del sec. XVIII, raffigurante la Madonna del suffragio.

Angelo Nicola Tinessa

 

CHIESA MADONNA DELLA PURITA’- SAN PIO – SAN LEONE

La chiesa della Madonna della Purità, S. Pio e San Leone  è a navata unica, a croce latina: ha la volta a botte, tre cappelle per lato e l’abside. L’ingresso, posto sotto un arco, serviva come pas­saggio dal palazzo dei fondatori, il principe Andrea D’Avalos e sua moglie Anna de Guevara.

La prima pietra fu benedetta dall’arcivescovo di Benevento, mons. Giovanni Battista Foppa nel 1654, la costruzione terminò nel 1683; il 4 ottobre 1687, fu consacrata dal cardinale Vincenzo Maria Orsini; è stata chiesa patronale fino  il 5 luglio 1970.

Il quadro della Purità fu rubato il 12 marzo 1996 ed ora al muro del braccio sinistro vi è l’opera in rame del Maestro Pasquale Ianniello (artista locale).

Sei tele di Orazio Malinconico (1661-1709),  sono agli altari laterali i quadri raffiguranti: uno il SS. Cristo, la Madonna, S. Giovanni e S. Maria Maddalena: un secondo la Madonna., S. Anna, Nostro Signore e S. Giuseppe; un terzo S. Lucia e S. Agata, S. Barbara e S. Apollonia; il quarto S. Rocco e S. Liborio; il quinto S. Gaetano e S. Andrea da Avellino; il sesto  S. Ignazio e S. Francesco Xaverio .

Sull’altare maggiore troneggia la statua della Pietà.

La chiesa è impreziosita da: la tela della Madonna di Pompei (Fryda Ciletti del 1947); la tela del Sacro cuore di Gesù di D. Servodio del 1970; la tela raffigurante S. Giovanni Paolo II di C. Compare del 2011; la tela col volto di S. Rita di C. Compare;  la statuetta del Cuore di Gesù; e di Sant’Anna con Maria Bambina;  la statua di S. Gabriele; la statua di S. Francesco Romano; la statua di S. Antonio; la statuetta di Sant’Agnese; la statua dell’ Immacolata; la statua di San Padre Pio da Pietrelcina; il volto marmoreo di S. Leone.

Vi è un pulpito in legno finemente intagliato.

Angelo Nicola Tinessa

 

CHIESA S. FRANCESCO

La Chiesa di San Francesco, è della prima metà del trecento, come testimonia la lunetta sopra la porte centrale: A.D. MCCCXXXIX HOC OPUS FACTUM EST.

La facciata nella parte inferiore ha tre archi, superiormente ha due statue a sinistra la “Fede” a destra la “Speranza”.

Il portale centrale riutilizza elementi precedenti: la cornice romanica e tre stemmi angioini.

Gli  stipiti hanno alla base la data del restauro 1786; il portone centrale riporta la data 1514, il portone sinistro 1715, il destro 1572.

La chiesa ha una navata centrale (S. Francesco) e due seminavate laterali (S. Antonio ed il Rosario). La navata centrale, volta a botte, ha sul primo altare a sinistra l’olio su tela del 1600 “Madonna del Carmine e Santi”; sul primo altare a  destra la “Madonna del Latte e Santi”. Esso databile XVII secolo,  contiene l’affresco della “Madonna del latte” del 1400,  in basso due santi, S. Carlo Borromeo l’altro S. Matteo, in alto due angeli.

Dietro l’altare maggiore, trovasi la statua lignea della Madonna del Carmine datata 1848.

Nella seminavata destra domina l’immagine di  S. Antonio, con  un giglio nella mano dx ed un libro nella sx, il fondo stellato. E’ una tavola a tempera datata 1587  attribuita a Stefano Sparano, di Caiazzo,  nato tra il 1470 e 1480, operò tra il 1506 ed il 1546.

A destra, nella cappella del Rosario è il dipinto dell’Immacolata,  del 1600 attribuita a Paolo Domenico Finoglio, o Finoglia di Orta di Atella o Napoli, nato intorno al 1590 e deceduto a  Conversano nel 1645.

Angelo Nicola Tinessa

 

CHIESA MARIA SS. ASSUNTA IN CIELO (VARONI)

  1. Maria de’ Lucerini

La chiesa di “S. Maria de’ Lucerino”, si legge in un documento del 1687, era stata edificata “da 60 anni addietro”, ma ciò non esclude che nel Casale di Varuni esistesse una precedente chiesa distrutta.

Dietro l’altare maggiore vi era un quadro raffigurante l’Assunzione di Maria Vergine e sotto di essa l’immagine di S. Antonio da Padova e S. Gregorio Papa con in mezzo le immagini delle anime del purgatorio.

Vi erano a sinistra l’altare di S. Gaetano ed a destra l’altare di S, Onofrio.

Il 31 Agosto 1694 l’altare maggiore fu consacrato dall’Arcivescovo Cardile Orsini.

Nell’”inventario” del 1713 si descrive la chiesa a navata unica con la mancanza dei due altari laterali, con quattro finestre, due sopra la porta e due nei due lati del Presbiterio, e quattro sepolture nel pavimento: per il Clero, gli uomini, le donne ed i bambini.

Sul finire del 1700 la chiesa viene denominata di Maria SS. Assunta in Cielo.

Attualmente la chiesa presenta nella parte superiore della facciata due finestroni sotto i quali vi sono raffigurati a sinistra S. Giuseppe ed a destra S. Gaetano;  centro è una nicchia in cui è riprodotta la Vergine Assunta. È a navata unica, sopra l’ingresso vi è un soppalco ove in passato era un organo, mentre al termine vi è l’altare maggiore e l’abside ove è custodita la statua di Maria SS. Assunta.

Angelo Nicola Tinessa

CHIESA SAN MICHELE (CIRIGNANO)

La chiesa è a navata unica, con la volta a botte, sullo stipite della porta è riportata la data 1422.

Nell’inventario del 1687 la chiesa di S. Michele Arcangelo essa è posta fuori dell’abitato nel luogo detto “Lo Pietro”.

Risulta essere stata consacrata dall’Arcivescovo Orsini il 23 Agosto 1694. Questa chiesa – si legge nel documento -, minacciando rovina fu abbattuta e riedificata da’ fondamenti con altra più ampia, che fu consacrata a 29 Aprile 1722, come riportato nella lapide sulla parete destra.

A lato dell’ingresso è posta una lapide con l’indicazione dei parroci dal 1685 alla fine del 1900.

All’interno sulla parete sinistra il fonte battesimale è sormontato da un dipinto, mentre in due rientranze delle pareti laterali, a sinistra l’altare è sormontato da un quadro della Madonna del Rosario di Pompei, di fronte la statua del “Cuore di Gesù”. Vi sono le statua della Madonna del Carmine, dell’Immacolata e l’altare Maggiore nella parte centrale  è sovrastato dalla statua di S. Michele Arcangelo, cui l’edificio è dedicato. Sulla parete destra vi è un crocifisso.

Quattro vetrate, due per parete, permettono il passaggio della luce.

Angelo Nicola Tinessa